Gli ISP non devono diffondere i dati degli utenti accusati di pirateria!
Gli ISP (Internet Service Providers) non possono essere obbligati a fornire informazioni su persone sospettate di aver illegalmente condiviso musica, o altro materiale protetto da copyright.
Tale dichiarazione, un vero fulmine a ciel sereno per l’IFPI, equivalente internazionale della RIIA americana e della SIAE italiana, proviene direttamente da un consigliere della Corte di Giustizia Europea, l’avvocato Juliane Kokott che, intepretando le leggi Europee in materia, ha sentenziato che gli Stati Membri possono stabilire per legge il diritto, da parte degli ISP, di tutelare la privacy dei loro clienti, non consentendo la diffusione dei dati personali sul traffico internet.
Naturalmente questa disposizione vale soltanto per le cause civili, nella cause penali invece l’ISP sarebbe ancora obbligato a fornire, su specifica richiesta, i dati del traffico internet generato dagli imputati.
Il caso era stato portato all’attenzione della Corte Europea dall’associazione dei discrografici spagnoli - Promusicae - dopo che Telefonica, società telefonica ed internet provider iberico, si era rifiutato di diffondere i nomi e gli indirizzi collegati a computer che, secondo l’associazione dei discografici spagnoli, erano stati utilizzati per scaricare musica illegale attraverso il file-sharing.
Naturalmente il caso Telefonica Vs Promusicae potrebbe rappresentare un precedente importante per tutti i cittadini europei, al momento l’atteggiamento dei vari Stati Membri dell’Unione Europea nei confronti del P2P è decisamente disomogeneo. In Germania ad esempio gli ISP sono tenuti a fornire, su richiesta, i dati di chi usa software P2P, al momento si calcola ci siano state già 20.000 denuncie dal 2004 ad oggi, anche in Svezia qualche giorno fa il Dipartimento di Giustizia ha proposto che i detentori di copyright, brevetti e marchi possano costringere gli ISP, attraverso una istanza legale, a fornire l’identità degli utenti internet che, secondo i detentori del copyriht, hanno violato i loro diritti; in Belgio intanto una Corte aveva stabilito che uno dei più importanti ISP fiamminghi installasse obbligatoriamente filtri per prevenire il download illegale di musica, una simile legge è in bozza anche nel Regno Unito.
Insomma, gli Stati Membri della UE sembrano più propensi ad adottare una legislazione severa e limitativa della libertà degli utenti, ma le direttive stabilite dalla Corte di Giustizia Europea potrebbero invece cambiare nettamente le carte in tavola: in favore degli utenti, soprattutto di quelli che i servizi P2P li utilizzano per fini legali.
Fonte: doxaliber.it
Bè per quanto mi riguarda... MI SEMBRA IL MINIMO!!!













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